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[ALBSA-Info] Incredible story from l'ANSA

Agron Alibali aalibali at yahoo.com
Fri Feb 22 14:08:36 EST 2002


ALBANIA: ITALIANO CONFESSA,DA 13 ANNI INGANNO LA STAMPA/ANSA 
(DI CARLO BOLLINO) (ANSA) - TIRANA, 19 FEB - Da tredici anni inganna la stampa di tutto il mondo diffondendo false notizie che spaziano dalla morte di Ratko Mladic all'ultima, improbabile, telefonata tra l'ex ministro degli Esteri Lamberto Dini e Slobodan Milosevic. Snocciola con orgoglio l'elenco delle prestigiose testate che e' riuscito a raggirare con quella che lui definisce ''una forma d'arte d'avanguardia'', e poi finalmente confessa: ''Si, ho inventato tutto''. Si chiama Pietro Zannoni, ha 30 anni, vive a Grottammare (Ascoli Piceno) e di mestiere fa l'operaio calzaturiero. Sin dal 1989 si e' costruito varie identita' riuscendo a far filtrare su agenzie di stampa, giornali, televisioni e internet clamorose notizie, tutte, rigorosamente, inventate. ''La storia nasce da un'idea di mio padre Gino - rivela all'Ansa Pietro Zannoni -; e' stato primario ospedaliero di psichiatria ed e' lui che ha elaborato questa teoria artistica che in pratica punta a sostituirsi ad una fonte vera per riuscire a raggiungere la stampa con notizie vere, verosimili o del tutto false''. La ''carriera artistica'' di Zannoni inizia nel 1989 quando, a nome di un inesistente partito bulgaro, riesce a far pubblicare sul compassato ''Zeri I Popullit' (allora organo del partito comunista albanese), una falsa notizia sulle ragioni che portarono alla morte il dittatore Enver Hoxha. ''Fu molto facile'', riconosce oggi Zannoni. L'esperimento albanese funziona, e dopo qualche tempo il giovane operaio si insedia a Tirana e a nome di un'inesistente agenzia ''Zyra e shtypit'', inizia a fabbricare altri clamorosi falsi, gran parte dei quali finiti sui giornali albanesi. Messa a punto la tecnica, Zannoni decide di fare il grande salto e inizia a colpire in Italia, questa volta a nome di un finto-settimanale che intitola ''Tirana News''. ''Nell'ottobre del 1995 - ricorda - realizzo il mio scoop meraviglioso: un'inchiesta dell'Interpol su un traffico di bambini tra Albania e Italia''. La notizia finisce, tra l'altro, sulla prima pagina di un prestigioso quotidiano nazionale. Alla fine di ottobre del 1996 e' un telegiornale nazionale a dargli credito. L'edizione della sera apre con la notizia della morte in clandestinita' di Ratko Mladic, il 'carnefice di Srebrenica' ricercato dal tribunale internazionale dell'Aja: la fonte e' sempre lui, Pietro Zannoni. Alla vigilia di Natale di quello stesso anno Zannoni replica affidando alle agenzie di stampa una dichiarazione attribuita a Madre Teresa: ''Persino il Santo Padre si commosse a quelle parole che in realta' erano state inventate da noi'', dice Pietro. L'estro creativo sembra esaurirsi ma all'improvviso, pochi mesi fa, Zannoni rispunta, questa volta al riparo delle ''Edizioni kosovare'', inesistente agenzia editoriale della quale indica come direttore (naturalmente a sua insaputa) il leader moderato del Kosovo Ibrahim Rugova. Con questa tecnica Zannoni riesce a far pubblicare ''in esclusiva'' da un quotidiano del nord numerosi editoriali a firma di Rugova nei quali il leader politico denuncia legami tra i guerriglieri albanesi dell'Uck e Osama Bin Laden. Concetti ripresi in una intervista concessa dal falso Rugova ad un altro giornale. Tutto inventato, compreso il nome di ''Stefano Silenzi'' con il quale Zannoni si presenta a giornalisti e direttori: ''Avere un nome d'arte fa parte del codice deontologico della teoria zannoniana'', tenta di spiegare per non pagare dazio. Inutili le smentite che giungono, ininterrotte, dal vero Rugova a Pristina. Zannoni riesce a perforare i controlli anche di tre delle piu' prestigiose agenzie di stampa del mondo, una delle quali annuncia addirittura il ritiro del povero Rugova dalla vita politica: ''E' bastato un fax ai loro corrispondenti da Roma'' giura Zannoni. L'ultimo inganno e' di ieri: una presunta telefonata tra Dini e Milosevic nella quale (dall'Aja) l'ex presidente serbo rivela la sua disponibilita' a fare chiarezza sui retroscena dell'affare-Telekom. ''Anche questo ultimo scoop e' opera dell'artista Gino Zannoni'' conclude il figlio Pietro, che promette che da oggi in poi (forse) non lo fara' piu'.(ANSA) BLL 



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