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List: ALBSA-Info[ALBSA-Info] Zi ne Komo per vrasjen e K. HoxhesAgron Alibali aalibali at yahoo.comSun Apr 30 20:16:34 EDT 2000
La Stampa Como, in diecimila danno laddio al piccolo albanese Il papà di Claudio: giustizia, non vendetta Brunella Giovara inviata a Como Sulle teste della folla avanza una bara piccola piccola, con su la bandiera rossa e nera degli albanesi, e una corona di margherite già appassite. La bara ondeggia, tutti vogliono portarla in spalla. Cento uomini si daranno il cambio per portarla al cimitero, diecimila persone seguiranno il funerale. Si seppellisce Claudio Hoxha, 8 anni, il primo albanese interrato in questo camposanto della Brianza. Ucciso da un ragazzo di 17 anni che voleva «solo toccarlo un po, poi gli ho stretto le mani al collo, ed è morto». Un funerale misto, metà musulmano, metà cristiano. Claudio seguiva le lezioni di catechismo, era andato allasilo dalle suore. Perciò ha avuto una veglia funebre albanese e una cerimonia nella chiesa di Santo Stefano, al centro di Mariano Comense. Così hanno deciso i genitori, Sami e Anila, per dire addio al loro figlio maggiore. La comunità albanese che si è radunata in paese da tutta Italia ha accettato. E la tensione dei giorni scorsi, i giorni delle ricerche inutili, delle battute dei boschi, e poi della caccia al mostro, quella tensione se ne è andata via, sciolta lungo i tre chilometri che separano la casa popolare dove vivono gli Hoxha dal cimitero. Centinaia di donne e uomini - tutti vestiti di nero, gli albanesi - in corteo lungo le strade del paese, tra lacrime e applausi, e quella bara in bilico con dietro i parenti più stretti, la mamma e il papà, gli zii, i cugini venuti da Milano, Brescia, Treviso, Torino. Hanno partecipato alla veglia funebre: il cofano bianco posato su un tavolino, i fiori e le foto di Claudio felice, le donne di casa e la mamma radunate intorno, un lamento senza fine che è andato avanti fino allalba, che ha tormentato i pensieri dei vicini, ha tenuto sveglio il cortile dove Claudio giocava a pallone, ed era solo martedì scorso. Gli uomini nellaltra stanza, come è lusanza, a fare forza al papà. Poi le visite. In fila, per ore, per entrare nel miniappartamento già pieno, con due compaesani di Kavaje a smistare la gente, a offrire sigarette agli ospiti «che vengono qui a rendere omaggio alla nostra vittima». Alle tre arriva il parroco, «è ora di andare», dice. Fuori un gruppetto di Durazzo grida per lultima volta che per lassassino di Claudio «ci vuole la pena di morte, come in America», che «il ragazzo sapeva quello che faceva, e allora va punito». Ma dura poco. Esce Sami Hoxha, tranquillizza gli agitati, ringrazia tutti, «albanesi e italiani». E si parte. In testa il furgone funebre, vuoto. I genitori non lhanno voluto, chiedono che Claudio venga portato a spalle dalla sua gente. Poi due ragazzi che reggono una bandiera dellAlbania, dietro i carabinieri, e i vigili che portano il gonfalone del Comune e quello della Provincia di Como. Aprono un corteo che sfila tra un cordone di volontari albanesi che si tengono per mano. Poi la bara bianca, portata da dieci uomini, che si pestano i piedi e inciampano spesso: il cofano è piccolo, basterebbero quattro per portarla, ma tutti chiedono, tutti dicono «anchio, anchio», e allora ci si ferma ogni tanto per il cambio. Via Vittorio Veneto, e poi in piazza. Le finestre sono piene di gente che applaude, donne che piangono, coppie di fidanzati che si abbracciano in lacrime, papà che alzano bambini, «guarda, lì dentro cè un bambino piccolo come te». Cè il sindaco Viganò con la fascia tricolore, la giunta, i volontari della Protezione civile, quelli che hanno partecipato alle ricerche per giorni e notti intere. Divise pulite, uno dice «mi è asciugata in tempo, era sporca del fango che abbiamo tirato su in questi giorni, lavessimo almeno trovato vivo». Claudio esce dal paese come un eroe. Nella chiesa di Santo Stefano aspettano in silenzio i bambini delle scuole elementari, ognuno con la sua rosa bianca in mano. Cè il coro, ma è troppo commosso, e i canti vengono fuori stonati, lAlleluja è una nenia senza gioia. Su una colonna cè un cartellone delle foto dei bambini del catechismo: Claudio è nella fila in basso, per tutti la scritta è «essere amici di Gesù è bello». Una nuvola di incenso, poi parla don Giovanni, il prevosto. Dice «basta con i pensieri di rabbia, e persino di vendetta. Non facciamoci travolgere dalla foga della vendetta». Nel primo banco, Sami e Anila sono solo stravolti, e chissà se lo ascoltano quando invita alla fratellanza e include «anche colui che in un momento di follia ha provocato questa tragedia. Anche lui si senta fratello». Una ragazza legge: «Per la disattenzione e diseducazione nei confronti dei fanciulli, fino a sfruttarli con i mercati infami della pornografia». Si risponde insieme «Signore, pietà». Don Giovanni porta il messaggio dellarcivescovo di Milano, che si sente «vicino alla comunità albanese». Gli albanesi applaudono ancora, ma è ora di andare, e si esce in un sole caldissimo, si riprende la marcia lentissima verso il cimitero. Campo dei bambini, tra la tomba di Massimo e quella di Daniela, dietro quella della neonata Maria. Da oggi Claudio Hoxha è sepolto qui. __________________________________________________ Do You Yahoo!? Talk to your friends online and get email alerts with Yahoo! Messenger. http://im.yahoo.com/
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